giovedì 8 settembre 2016

#helloseptember

 Lampedusa Luglio 2016

Delicato e leggero sei arrivato, puntuale come ogni anno, forse con più  calma questa volta. Giornate che hanno ancora il sapore di estate, cieli tersi e brezze lievi. Sento il profumo delle novità che saprai regalarci. Sento ancora le sensazioni che l'estate ci ha donato.
Provo quel misto di nostalgia e desiderio di nuove esperienze.


Sono state vacanze bellissime, all'insegna di semplicità e condivisione, di tanto amore donato e ricevuto. Di tempo passato in lentezza, come se non dovesse finire mai.
E' stata l'occasione per vivere momenti insieme ai miei genitori dopo mesi affatto facili, di godere dei loro sorrisi, di respirare quella gratitudine che ti fa dire "Grazie al cielo sei ancora qui con noi, papà".

Gubbio agosto 2016

E' stato anche il momento di vivere insieme noi tre come famiglia apprezzando ogni singolo istante, cogliendo felicità in ogni gesto, che per noi non sarà mai più scontato, perchè questa è la promessa che ci facciamo reciprocamente oggi e che facciamo al nostro settembre. 
Ti accogliamo a braccia aperte. Siamo pronti.

martedì 29 marzo 2016

Connessione


Come faccio a descrivere l'azzurro? Un fiocco sbiadito dal sole, fiori freschi orientati verso la luce, proprio come me. 
Vecchio e nuovo che convivono nella stessa anima e TU che mi ricordi di quanto velocemente il tempo stia passando.
Siamo sempre connessi, ad ogni social, a nuovi stimoli che creano bisogni e sembra la nostra mancata felicità dipenda da ciò che non abbiamo.
Io mi ribello. Forse ho bisogno di "sconnessione", di cose reali e genuine. Di lasciare un fiore sulla porta della mia anziana vicina di casa sorridendo al pensiero di quando lo troverà e immaginando se penserà a me. Di foglie che scricchiolano sotto le mie scarpe quando cammino nel bosco e sento i raggi che filtrano dalla cima di piante altissime. Di sentirmi parte di questo mondo così come sono, senza dover cambiare se non per me stessa. Di apprezzare ogni giorno le cose semplici che mi accadono: una tua nuova parolina, un gesto gentile di tuo padre, una cena condivisa con gli amici più cari, quelli su cui puoi sempre contare e che inviti a cena e sanno dove trovare gli attrezzi per aiutarti come fossimo sempre una sola e unica famiglia.
Ho bisogno anche delle cose che mi feriscono, perchè mi aiutano a crescere e a guardare il mondo con occhi diversi. Mi spingono ad affinare l'arte del perdono e a comprendere che siamo tutti diversi ma tutti fratelli, in fondo.

E allora si, ho bisogno di sconnettermi dal virtuale e di riconnettermi al più presto con tutto che è reale, che è QUI e ORA. 

martedì 6 ottobre 2015

La SAM (settimana mondiale dell'allattamento) e la mia personale esperienza

Questo è un post a cuore aperto, delicato e intimo.
Probabilmente mi pentirò anche di averlo pubblicato.
Inutile dire che senta il profondo bisogno di scrivere, per rielaborare gli eventi e per accettarli, in quello che hanno rappresentato.
La scorsa è stata la settimana mondiale dell'allattamento e voglio contribuire anche io con la mia esperienza, affinché possa essere di aiuto ad altre mamme e papà.

Sono rimasta incinta di Bianca dopo averla desiderata A LUNGO. Molto a lungo.
La nostra attesa prima di iniziare la dolce attesa, è stata costellata di molte esperienze negative, da esami, indagini e cure.
Quando ho trovato la serenità e la gioia del vivere serenamente anche in due, è arrivato questo inaspettato miracolo. 

Della gravidanza non ho mai parlato apertamente. Sono stati mesi delicatissimi durante i quali ho pensato spesso che l'avventura si stesse per concludere e mi preparavo psicologicamente al peggio. Molte settimane a letto, ecografie continue, medicalizzazione estrema. Nonostante la dieta e il poco peso preso, sono incorsa anche nel diabete gestazionale, e conseguentemente nelle iniezioni di insulina, visite, controlli.
La gravidanza, esperienza meravigliosa, mi ha anche donato l'ipotiroidismo e quindi vai anche di Eutirox, che male non fa :).

Decidono di far nascere Bianca con cesareo il 23/05/2014 a 38 settimane.
Oltre ad essere in posizione podalica, la ragazza riesce a girarsi completamente testa-piedi più volte in un giorno, pur essendo al nono mese e nonostante il peso stimato sia importante.
Ha animato le mie notti più di una Dj ad un rave party. Nonostante il dolore non ho mai smesso di riderci su.

Mi ricoverano per il cesareo, è un venerdì mattina di fine maggio, mi sento felice e spaventata: a breve abbraccerò la mia bambina. 
Durante il tracciato sento un movimento molto forte e durante l'ultima eco prima di entrare in sala operatoria vediamo che la bimba si è posizionata cefalica. Mi inducono il parto con il palloncino e mi armo di pazienza nell'attesa che qualcosa si smuova. Durante la notte, Bianca, si gira ancora tre volte. I movimenti sono talmente forti che il palloncino si rompe. Mi visitano durante la notte sentenziando che la bimba si è messa podalica.
Mi programmano il cesareo per l'indomani mattina ma indovinate un po'? La bimba è ancora cefalica e quindi cercano di indurmi il parto naturalmente ma il collo dell'utero è chiusissimo e chilometrico ed è impossibile rompere il sacco.
Dopo attenta valutazione si procede con il cesareo. Dopo tre minuti la bambina sarà nata, così dicono.
Il parto non va come previsto e ci mettono quasi 50 minuti a estrarla. La parete uterina è ispessita oltre misura e Bianca si gira anche durante il taglio rendendo la vita difficile al ginecologo di turno (che ringrazierò fino a che avrò vita).
La bimba nasce ma non la sento piangere, cosa che mi traumatizzerà parecchio. La rivedo dopo oltre tre ore ma purtroppo mi ricordo pochissimo di quel momento, altra cosa che va scollare la realtà dalle aspettative che negli anni mi ero costruita per quel momento di vita, il primo in cui avrei visto mia figlia.
Le ore successive passano tra le flebo di morfina e uno stato di confusione misto a gioia e dolore fisico e psicologico.
Leggerò, in seguito una lettera meravigliosa di mio marito, dell'esperienza vissuta da lui e della sua paura di perderci, avendo capito l'emergenza e le difficoltà che stavano avvenendo in quella sala operatoria.
Ricordo i rumori, le voci, la sensibilità degli operatori, la loro apprensione e il mio comprendere che le cose non stavano andando come avrebbero dovuto. La consapevolezza di essere stata a un passo dal perdere tutto. Ma finalmente me la mettono in braccio e sento che ne è valsa la pena di lottare per molti anni e di resistere in questo momento di ulteriore difficoltà.



Riesumo tutte le informazioni apprese durante i corsi sull'allattamento (Ringrazio l'Associazione Nascere Insieme di Verbania e gli incontri Mamma Aiuta Mamma) e in tutte le letture sul tema per affrontare i giorni che mi aspettano.
Capisco subito che nonostante la bimba stia sempre attaccata, il pelle a pelle, il portarla in fascia ecc qualcosa non funziona. Già durante i primi giorni piange e piange e piange inconsolabile.
Mi batto contro tutto e tutti e mi attacco al tiralatte, mi oppongo all'aggiunta, bevo qualsiasi genere di tisana.
Come effetto dell'anestesia e dello scombinamento ormonale ottengo un altro meraviglioso regalo... 30 giorni consecutivi di emicrania con aura.  Ogni giorno inizio a vedere male per 40 minuti  e attendo lo scatenarsi del dolore che si protrae per molte ore durante la giornata rendendo ancora più complesso l'accudimento di Bianca che peraltro non vuole assolutamente stare in posizione orizzontale e quindi per le prime tre settimane non dormo MAI, passando le notti seduta sul divano con lei in posizione verticale appoggiata sul mio petto.
Mi sento molto sola, a tratti disperata. Dopo 6 giorni arriva la montata lattea, iniziamo a conoscerci e mi sento davvero orgogliosa di quanto fatto fino a quel momento. 
Al 40esimo giorno di Bianca veniamo ricoverate due giorni in pediatria. Piange tantissimo e ipotizzano reflusso silente, ossia senza rigurgito. Ci dimettono e proseguiamo con la nostra vita ordinaria.
Nel mese successivo al parto combatto con emicranie spaventose, dolori ma soprattutto perdite molto molto abbondanti e in alcuni momenti simili ad emorragie. Dal primo controllo emerge che un pezzo di placenta è radicato nella parete uterina e va rimosso. Durante il cesareo mi era già stato praticato un raschiamento proprio per la difficoltà di rimozione della placenta che purtroppo non era bastato.
Aspettiamo che passino tre mesi dal parto e mi sottopongo all'isteroscopia operativa. Lascio la mia bimba a casa e soffro indicibilmente per quella prima giornata separate, lasciandola a casa con tutto il latte che faticosamente mi ero tirata in vista di queste giornate. Mi porto il tiralatte in ospedale e chiedo a mio padre di aiutarmi anche se vorrei solo dormire. Però non voglio che la produzione cali e poi devo tirarmelo e buttarlo per via dell'anestesia totale.
Ecco, da qual momento noto che la produzione cala, nonostante la attacchi tante volte al giorno. Succhia poco e piange disperata, non è mai soddisfatta, piange anche 6/7 ore al giorno e non solo durante il nervosismo serale. Inizia a non prendere più peso e anche se mi dico che ogni bambino è a se, il suo peso incrementa di 80 gr in 6 settimane, le più dure della mia vita. Mi sono rivolta al Consultorio e alla cara Betty, infermiera pediatrica che lavora a sostegno dell'allattamento che, con estrema pazienza, comprensione ed empatia, mi sprona a continuare. Ma la piccola non cresce più e d'accordo con due pediatri che hanno rilevato i segni di malnutrizione decidiamo per dare l'aggiunta. Faccio di tutto per attaccarmi al tiralatte, invece di passare i pochi momenti in cui le dorme a riposare, li passo a cercare di stimolare la produzione. Sono sempre più stanca, sola ed esaurita, mi sento fallita perchè ho appreso e sentito tante volte che TUTTE LE DONNE POSSONO ALLATTARE, BASTA IMPEGNARSI, BASTA VOLERLO FORTEMENTE.
Negli stessi giorni dell'intervento scopro che ho il TSH bassissimo. Purtroppo la prescrizione dell'endocrinologo che mi segue è errata, ha sbagliato a scrivere il dosaggio e per tre mesi ho preso una dose quasi doppia rispetto al fabbisogno e questo ha destabilizzato il mio sistema ormonale. Resosi conto del problema, il medico mi fa smettere di botto l'eutirox e il mio metabolismo si blocca creandomi veri e propri stati depressivi e di debolezza. In questa fase  l'allattamento, a seguito di questi problemi di tiroide, dell'intervento e delle ore e ore di pianto di Bianca inizia lentamente a fallire. Con l'aggiunta di latte formulato vedo che diminuisce sempre si più la produzione ma lei è serena e ricomincia a crescere. Dovrei essere finalmente felice, e invece sento un senso di grande fallimento. Pensavo che avrei allattato a lungo. In fondo basta VOLERLO, BASTA NON ESSERE PIGRE.

Ci ho messo quasi un anno a elaborare questo piccolo lutto. Ho continuato a frequentare i gruppi di mamme e mi sono sentita sempre un po' diversa.
Ho ripensato a tutti gli articoli letti, a tutte le parole sentite, mi sono imbattuta in post davvero terribili nei confronti di chi non ha voluto o potuto allattare. Cose che mi hanno fatto accapponare la pelle e incazzare talmente tanto da aver voglia di dire BASTA E PENSARE "io non voglio più avere a che fare con queste persone, perchè in realtà non vogliono aiutare le donne". Viene prima il preziosissimo latte a tutti i costi.
Poi però mi sono detta che io credo fortemente all'allattamento e rifarei ogni singolo sacrificio per arrivare a quei cinque mesi di nutrimento naturale nei quali ho combattuto con le unghie e i denti.
Oggi, dopo aver condiviso questa parte delicata della mia vita, mi sento di dirvi che avete il dovere di informarvi e conoscere i benefici, i vantaggi, e gli strumenti per allattare serenamente. Perchè tutto quanto si avvicina alla natura è perfetto, perchè è la via giusta. Però se non ci fosse stata la scienza io forse non sarei nemmeno stata viva  e sicuramente non lo sarebbe mia figlia e quindi a volte bisogna discostarsi dalla via più naturale ed essere grati che una seconda via ci sia e soprattutto sia percorribile.
Spero che gli operatori siano consci di quanto possano impattare sulla vita delle neo mamme. Ho letto molto circa i requisiti principali per essere un consulente peer dell'allattamento:


  • avere un atteggiamento che dimostra l'accettazione e il rispetto delle scelte altrui;
  • dimostrare calore ed empatia verso gli altri;
  • dimostrare o essere disponibile a sviluppare capacità di ascolto e comunicazione efficace;
  • l’impegno a mettere da parte il giudizio personale; 
  • Il desiderio genuino di aiutare l’altro agendo per il suo bene e non per rispondere ad un “proprio bisogno di essere d’aiuto”; 
  • Il rispetto della libertà di scelta della madre, anche quando tali scelte non sono condivisibili.

Per questo invito le persone che vogliono seguire questa strada a leggere e rileggere bene i requisiti, perchè si troveranno ad affrontare situazioni di difficoltà che probabilmente non hanno vissuto, poichè il loro allattamento è dipeso UNICAMENTE dalla volontà.

CONCLUSIONI PERSONALI:
Se stai diventando mamma ti prego di leggere e informarti su tutti i vantaggi che l'allattamento porta. Ne ha moltissimi ed è una splendida esperienza.
Se sei un operatore o consulente dell'allattamento aiuta chi ha bisogno ma poni sempre la donna al primo posto, spronala, appoggiala ma COMPRENDI il suo stato d'animo. NON ACCANIRTI MAI. 
Meglio una madre sana e viva che allatti artificialmente piuttosto che una che sente di non essere una buona madre perchè non ha potuto o voluto allattare al seno o non lo ha fatto a lungo nel tempo.
Diffondi i benefici dell'allattamento al seno cercando di renderlo una cosa appetibile, ma essendo onesta e usando tutta la sensibilità possibile e l'accettazione per chi ha fatto una scelta diversa dalla tua. 

Questo è il mio personalissimo contributo a questa meravigliosa causa. Porto la mia esperienza affiché nessuna si senta sola e diversa.  Solo in questo modo posso tornare indietro prendendo la mano alla neomamma che sono stata dicendole "hai fatto un ottimo lavoro".



mercoledì 23 settembre 2015

[Inspiration day] Autunno ♥


E alla fine sei arrivato. Dopo un'estate caldissima e intensa che ha segnato tante prime volte insieme alla nostra bambina. Dopo notti roventi, tuffi nelle acque fresche del lago, risate durante le cene con gli amici... sei arrivato AUTUNNO.


Avevo voglia di sentire il tuo profumo nell'aria, di vedere le prime foglie colorarsi e cadere a terra.
Mi piace affacciarmi alla finestra e guardare il paesaggio, cambiato, specchiarsi nel lago.



Sei la stagione del riposo, del tepore di casa, delle prime coperte profumate sul divano la sera quando torno dalla mia famiglia.
Sei la luce che si intravede da una finestra. Sei le ultime pagine di un libro avvincente. Sei il the fumante di una tazza che mi scalda le mani.


  E per me sei e sarai sempre la stagione in cui ho davvero voglia di programmare nuovi viaggi e cose da imparare. Il momento in cui tutto quello che ho dentro sedimenta, trova pace e porta le cose più belle.


 all photos from Pinterest

domenica 20 settembre 2015

[My Life] September Dream


Ogni anno aspetto con pazienza queste giornate di settembre, con la gioia nel cuore, con una strana emozione dentro. L'aria fresca, il sole sulla faccia, un azzurro che colma ogni vuoto provato prima. 
È settembre: porta nuove aspettative e desideri, porta consapevolezza e gratitudine. Porta un'aria frizzante che sferza la coscienza. Porta saggezza e maturità e nuovi occhi con i quali guardare il mondo. 
Grazie Settembre. Grazie per questo azzurro e questa luce. Tra poco sarà tutto diverso il paesaggio intorno, ma ora mi godo la tua straordinaria forza. 



mercoledì 16 settembre 2015

[Stay Positive] Due

Photo by Verdiana Ramina 

Ci eravamo lasciati con un post dedicato alle regole per stare bene insieme in coppia.
E' stato un post molto letto e sul quale mi avete scritto in molti attraverso i diversi social. Grazie per lo scambio.
Una cara amica, dopo averlo letto mi ha fatto notare che non è sempre facile trovare delle azioni positive che trovino il favore del partner proprio per la diversità tra l'universo uomo e donna.
Ci ho riflettuto molto e mi sono chiesta se siamo davvero così diversi.
E' vero, spesso spendiamo energie per cose che a noi sembrano fichissime e che a loro non entusiasmano, ma credo che non sia difficile trovare delle azioni "gentili" da donare ogni giorno.
Eccomi a stilare una lista di cose semplici:
- preparare il tavolo per la colazione con un tocco speciale o un bigliettino di augurio di una buona giornata,
- mandare un messaggio durante il giorno solo per ricordargli quanto lo amiamo o che stavamo pensando a lui,
- fargli trovare una foto di un momento felice che avete passato insieme con qualche riga che ricordino quell'attimo,
- farsi carico di qualche faccenda domestica che di solito è di sua competenza,
- lasciarlo tranquillo regalandogli una mezz'ora o un'ora tutta per se, per riposare, leggere, guardare la tv , anche se avremmo bisogno del suo aiuto,
- andargli incontro quando rientra a casa la sera,
- spegnere la tv e chiedergli con interesse come sia andata la giornata,
- spegnere il cellulare per donargli tutta la nostra reale attenzione,
- ascoltarlo quando ci parla di argomenti che non apprezziamo quanto lui,
- lasciargli scegliere un programma alla tv.

Potrei ancora andare avanti tantissimo ma come vedete alcune azioni sono semplici al limite della banalità e sono sicura che ve ne verranno in mente molte altre ugualmente efficaci.

Provate a mettere in atto almeno una gentilezza al giorno SENZA ASPETTARVI NULLA IN CAMBIO e prendete nota di quello che succederà nel prossimo mese.

lunedì 14 settembre 2015

[Inspiration] Kids room tour #lovelyclouds



Oggi vi propongo un tour tra le camerette a tema nuvoletta. Occhi a cuore anche qui. Potrei guardare queste immagini per ore. 


Quando al bianco si mescolano i toni neutri e pastello non so resistere, ed è in questo senso che voglio modificare alcuni dettagli della mia casa.








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