mercoledì 16 novembre 2011

Il mantello dell'invisibilità


Non scrivo da tanto.
Mi spiace di aver preoccupato qualcuno di voi per questa lunga assenza, ma soprattutto perchè il mio blog è scomparso improvvisamente dalla rete per una intera giornata.
Non che sia una roba che desti troppo interesse, ma perchè smaterializzarsi così in fretta e furia solitamente non è un bel segno.


 Per qualche giorno non ho scritto perchè il mio umore è ai minimi storici e non mi va di postare cose tristi e quindi in questi casi mi astengo del tutto.
Poi c'è stata la disattivazione del mio account google e non potete capire la sofferenza provata per il blocco totale del mio indirizzo di posta, il non poter commentare nessuno dei blog che seguo fedelmente unitamente a un senso di isolamento dalla blogsfera.
Automaticamente è stato cancellato il mio blogghino in quanto legato al mio account.
PANICO!
Però poi, come per magia (e dopo diverse e-mail disperate) hanno riattivato tutto e mi sembra di capire che stia funzionando di nuovo.


Io non so il perchè di questo blog. E' nato come una sfida con me stessa e la sua funzione doveva essere principalmente quella di documentare il mio tragitto verso la mezza maratona. Purtroppo, non per mia volontà, questo percorso si è interrotto e mi chiedo se questo diario di bordo abbia ancora un senso.
Sicuramente, il nuovo taglio che ha preso, con aggiornamenti in tema di arredamento, cucina e vita vera ha interessato nuovi lettori e allontato altri più focalizzati sul discorso "running".
Per carattere mi piacerebbe accontentare sempre tutti.
Spero di continuare a farlo anche con voi.
Il progetto della corsa è ancora nella mia mente e nel mio cuore.


4 commenti:

  1. Perdere il Blog è una brutta cosa. Io c'ho dentro 550 post ...ormai ne faccio + pochi, ma un pezzo di vita è li dentro ...meglio non pensarci.

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  2. L'ottimismo non è neanche tra i miei pregi ultimamente...ma sarà la crisi?No perchè se ci pensi bene, quando una popolazione soffre in una situazione di precarietà, incertezza e sotto la minaccia di ulteriori salassi e controlli a tappeto da parte di un governo improvvisato, un pochetto qualche ripercussione sull'umore e la psiche ce deve essere.Io ci scommetto che gli antropologi e gli psicologi avrebbero di che scrivere.A noi non resta che incrociare le dita, tirare avanti la carretta e sperare che la bufera ci passi sopra alla testa facendo pochi danni.Però non è giusto vivere così per colpa di delinquenti depravati che quando eravamo alle elementari si sono giocati il nostro futuro.Non riesco ad accettarlo che oggi dobbiamo pagare per colpe non nostre,per sanare dove hanno rubato,sperperato.Sono molto preoccupata, ma questo lo sapevi già....ciao

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  3. @ Gian: davvero,c'è un pezzo delle nostre vite nei nostri blog.

    @ ALe: si, hai ragione. Provo le stesse preoccupazioni circa la sorte del nostro paese. Più e più volte abbiamo pensato di emigrare verso altri paesi dove se hai studiato una vita ti aspetta qualcosa di migliore.
    Poi però pensi che se facessimo tutti cosi questo paese morirebbe nella vecchiaia delle menti di chi ci governa.
    Io voglio essere ottimista. Forse per poter risalire bisogna prima toccare il fondo.

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  4. Allora su con il morale e tieni aperto il blog che alla mezza ci arrivi,a costo ti trascinarti x le orecchie.. :D
    Scherzi a parte,spero che tutto migliori..ciao ciao

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Grazie per essere passato a trovarmi.

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