martedì 6 ottobre 2015

La SAM (settimana mondiale dell'allattamento) e la mia personale esperienza

Questo è un post a cuore aperto, delicato e intimo.
Probabilmente mi pentirò anche di averlo pubblicato.
Inutile dire che senta il profondo bisogno di scrivere, per rielaborare gli eventi e per accettarli, in quello che hanno rappresentato.
La scorsa è stata la settimana mondiale dell'allattamento e voglio contribuire anche io con la mia esperienza, affinché possa essere di aiuto ad altre mamme e papà.

Sono rimasta incinta di Bianca dopo averla desiderata A LUNGO. Molto a lungo.
La nostra attesa prima di iniziare la dolce attesa, è stata costellata di molte esperienze negative, da esami, indagini e cure.
Quando ho trovato la serenità e la gioia del vivere serenamente anche in due, è arrivato questo inaspettato miracolo. 

Della gravidanza non ho mai parlato apertamente. Sono stati mesi delicatissimi durante i quali ho pensato spesso che l'avventura si stesse per concludere e mi preparavo psicologicamente al peggio. Molte settimane a letto, ecografie continue, medicalizzazione estrema. Nonostante la dieta e il poco peso preso, sono incorsa anche nel diabete gestazionale, e conseguentemente nelle iniezioni di insulina, visite, controlli.
La gravidanza, esperienza meravigliosa, mi ha anche donato l'ipotiroidismo e quindi vai anche di Eutirox, che male non fa :).

Decidono di far nascere Bianca con cesareo il 23/05/2014 a 38 settimane.
Oltre ad essere in posizione podalica, la ragazza riesce a girarsi completamente testa-piedi più volte in un giorno, pur essendo al nono mese e nonostante il peso stimato sia importante.
Ha animato le mie notti più di una Dj ad un rave party. Nonostante il dolore non ho mai smesso di riderci su.

Mi ricoverano per il cesareo, è un venerdì mattina di fine maggio, mi sento felice e spaventata: a breve abbraccerò la mia bambina. 
Durante il tracciato sento un movimento molto forte e durante l'ultima eco prima di entrare in sala operatoria vediamo che la bimba si è posizionata cefalica. Mi inducono il parto con il palloncino e mi armo di pazienza nell'attesa che qualcosa si smuova. Durante la notte, Bianca, si gira ancora tre volte. I movimenti sono talmente forti che il palloncino si rompe. Mi visitano durante la notte sentenziando che la bimba si è messa podalica.
Mi programmano il cesareo per l'indomani mattina ma indovinate un po'? La bimba è ancora cefalica e quindi cercano di indurmi il parto naturalmente ma il collo dell'utero è chiusissimo e chilometrico ed è impossibile rompere il sacco.
Dopo attenta valutazione si procede con il cesareo. Dopo tre minuti la bambina sarà nata, così dicono.
Il parto non va come previsto e ci mettono quasi 50 minuti a estrarla. La parete uterina è ispessita oltre misura e Bianca si gira anche durante il taglio rendendo la vita difficile al ginecologo di turno (che ringrazierò fino a che avrò vita).
La bimba nasce ma non la sento piangere, cosa che mi traumatizzerà parecchio. La rivedo dopo oltre tre ore ma purtroppo mi ricordo pochissimo di quel momento, altra cosa che va scollare la realtà dalle aspettative che negli anni mi ero costruita per quel momento di vita, il primo in cui avrei visto mia figlia.
Le ore successive passano tra le flebo di morfina e uno stato di confusione misto a gioia e dolore fisico e psicologico.
Leggerò, in seguito una lettera meravigliosa di mio marito, dell'esperienza vissuta da lui e della sua paura di perderci, avendo capito l'emergenza e le difficoltà che stavano avvenendo in quella sala operatoria.
Ricordo i rumori, le voci, la sensibilità degli operatori, la loro apprensione e il mio comprendere che le cose non stavano andando come avrebbero dovuto. La consapevolezza di essere stata a un passo dal perdere tutto. Ma finalmente me la mettono in braccio e sento che ne è valsa la pena di lottare per molti anni e di resistere in questo momento di ulteriore difficoltà.



Riesumo tutte le informazioni apprese durante i corsi sull'allattamento (Ringrazio l'Associazione Nascere Insieme di Verbania e gli incontri Mamma Aiuta Mamma) e in tutte le letture sul tema per affrontare i giorni che mi aspettano.
Capisco subito che nonostante la bimba stia sempre attaccata, il pelle a pelle, il portarla in fascia ecc qualcosa non funziona. Già durante i primi giorni piange e piange e piange inconsolabile.
Mi batto contro tutto e tutti e mi attacco al tiralatte, mi oppongo all'aggiunta, bevo qualsiasi genere di tisana.
Come effetto dell'anestesia e dello scombinamento ormonale ottengo un altro meraviglioso regalo... 30 giorni consecutivi di emicrania con aura.  Ogni giorno inizio a vedere male per 40 minuti  e attendo lo scatenarsi del dolore che si protrae per molte ore durante la giornata rendendo ancora più complesso l'accudimento di Bianca che peraltro non vuole assolutamente stare in posizione orizzontale e quindi per le prime tre settimane non dormo MAI, passando le notti seduta sul divano con lei in posizione verticale appoggiata sul mio petto.
Mi sento molto sola, a tratti disperata. Dopo 6 giorni arriva la montata lattea, iniziamo a conoscerci e mi sento davvero orgogliosa di quanto fatto fino a quel momento. 
Al 40esimo giorno di Bianca veniamo ricoverate due giorni in pediatria. Piange tantissimo e ipotizzano reflusso silente, ossia senza rigurgito. Ci dimettono e proseguiamo con la nostra vita ordinaria.
Nel mese successivo al parto combatto con emicranie spaventose, dolori ma soprattutto perdite molto molto abbondanti e in alcuni momenti simili ad emorragie. Dal primo controllo emerge che un pezzo di placenta è radicato nella parete uterina e va rimosso. Durante il cesareo mi era già stato praticato un raschiamento proprio per la difficoltà di rimozione della placenta che purtroppo non era bastato.
Aspettiamo che passino tre mesi dal parto e mi sottopongo all'isteroscopia operativa. Lascio la mia bimba a casa e soffro indicibilmente per quella prima giornata separate, lasciandola a casa con tutto il latte che faticosamente mi ero tirata in vista di queste giornate. Mi porto il tiralatte in ospedale e chiedo a mio padre di aiutarmi anche se vorrei solo dormire. Però non voglio che la produzione cali e poi devo tirarmelo e buttarlo per via dell'anestesia totale.
Ecco, da qual momento noto che la produzione cala, nonostante la attacchi tante volte al giorno. Succhia poco e piange disperata, non è mai soddisfatta, piange anche 6/7 ore al giorno e non solo durante il nervosismo serale. Inizia a non prendere più peso e anche se mi dico che ogni bambino è a se, il suo peso incrementa di 80 gr in 6 settimane, le più dure della mia vita. Mi sono rivolta al Consultorio e alla cara Betty, infermiera pediatrica che lavora a sostegno dell'allattamento che, con estrema pazienza, comprensione ed empatia, mi sprona a continuare. Ma la piccola non cresce più e d'accordo con due pediatri che hanno rilevato i segni di malnutrizione decidiamo per dare l'aggiunta. Faccio di tutto per attaccarmi al tiralatte, invece di passare i pochi momenti in cui le dorme a riposare, li passo a cercare di stimolare la produzione. Sono sempre più stanca, sola ed esaurita, mi sento fallita perchè ho appreso e sentito tante volte che TUTTE LE DONNE POSSONO ALLATTARE, BASTA IMPEGNARSI, BASTA VOLERLO FORTEMENTE.
Negli stessi giorni dell'intervento scopro che ho il TSH bassissimo. Purtroppo la prescrizione dell'endocrinologo che mi segue è errata, ha sbagliato a scrivere il dosaggio e per tre mesi ho preso una dose quasi doppia rispetto al fabbisogno e questo ha destabilizzato il mio sistema ormonale. Resosi conto del problema, il medico mi fa smettere di botto l'eutirox e il mio metabolismo si blocca creandomi veri e propri stati depressivi e di debolezza. In questa fase  l'allattamento, a seguito di questi problemi di tiroide, dell'intervento e delle ore e ore di pianto di Bianca inizia lentamente a fallire. Con l'aggiunta di latte formulato vedo che diminuisce sempre si più la produzione ma lei è serena e ricomincia a crescere. Dovrei essere finalmente felice, e invece sento un senso di grande fallimento. Pensavo che avrei allattato a lungo. In fondo basta VOLERLO, BASTA NON ESSERE PIGRE.

Ci ho messo quasi un anno a elaborare questo piccolo lutto. Ho continuato a frequentare i gruppi di mamme e mi sono sentita sempre un po' diversa.
Ho ripensato a tutti gli articoli letti, a tutte le parole sentite, mi sono imbattuta in post davvero terribili nei confronti di chi non ha voluto o potuto allattare. Cose che mi hanno fatto accapponare la pelle e incazzare talmente tanto da aver voglia di dire BASTA E PENSARE "io non voglio più avere a che fare con queste persone, perchè in realtà non vogliono aiutare le donne". Viene prima il preziosissimo latte a tutti i costi.
Poi però mi sono detta che io credo fortemente all'allattamento e rifarei ogni singolo sacrificio per arrivare a quei cinque mesi di nutrimento naturale nei quali ho combattuto con le unghie e i denti.
Oggi, dopo aver condiviso questa parte delicata della mia vita, mi sento di dirvi che avete il dovere di informarvi e conoscere i benefici, i vantaggi, e gli strumenti per allattare serenamente. Perchè tutto quanto si avvicina alla natura è perfetto, perchè è la via giusta. Però se non ci fosse stata la scienza io forse non sarei nemmeno stata viva  e sicuramente non lo sarebbe mia figlia e quindi a volte bisogna discostarsi dalla via più naturale ed essere grati che una seconda via ci sia e soprattutto sia percorribile.
Spero che gli operatori siano consci di quanto possano impattare sulla vita delle neo mamme. Ho letto molto circa i requisiti principali per essere un consulente peer dell'allattamento:


  • avere un atteggiamento che dimostra l'accettazione e il rispetto delle scelte altrui;
  • dimostrare calore ed empatia verso gli altri;
  • dimostrare o essere disponibile a sviluppare capacità di ascolto e comunicazione efficace;
  • l’impegno a mettere da parte il giudizio personale; 
  • Il desiderio genuino di aiutare l’altro agendo per il suo bene e non per rispondere ad un “proprio bisogno di essere d’aiuto”; 
  • Il rispetto della libertà di scelta della madre, anche quando tali scelte non sono condivisibili.

Per questo invito le persone che vogliono seguire questa strada a leggere e rileggere bene i requisiti, perchè si troveranno ad affrontare situazioni di difficoltà che probabilmente non hanno vissuto, poichè il loro allattamento è dipeso UNICAMENTE dalla volontà.

CONCLUSIONI PERSONALI:
Se stai diventando mamma ti prego di leggere e informarti su tutti i vantaggi che l'allattamento porta. Ne ha moltissimi ed è una splendida esperienza.
Se sei un operatore o consulente dell'allattamento aiuta chi ha bisogno ma poni sempre la donna al primo posto, spronala, appoggiala ma COMPRENDI il suo stato d'animo. NON ACCANIRTI MAI. 
Meglio una madre sana e viva che allatti artificialmente piuttosto che una che sente di non essere una buona madre perchè non ha potuto o voluto allattare al seno o non lo ha fatto a lungo nel tempo.
Diffondi i benefici dell'allattamento al seno cercando di renderlo una cosa appetibile, ma essendo onesta e usando tutta la sensibilità possibile e l'accettazione per chi ha fatto una scelta diversa dalla tua. 

Questo è il mio personalissimo contributo a questa meravigliosa causa. Porto la mia esperienza affiché nessuna si senta sola e diversa.  Solo in questo modo posso tornare indietro prendendo la mano alla neomamma che sono stata dicendole "hai fatto un ottimo lavoro".



18 commenti:

  1. Grazie Sara per aver condiviso con noi la tua esperienza. Sei una super mamma e io la penso come te su tutto quello che hai scritto! Un abbraccio…

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  2. concord al 100% tutto quello che hai scritto... ci sarebbe ancora tanto da dire... ma già questo bel post dice davvero moltissimo! Un abbraccio super forte!

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  3. Con questo post in realtà quella mano....l'hai data a tutte le neomamme, che sanno di cosa parli.
    Grazie, ti abbraccio forte.

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  4. Sono una neomamma , come immagino saprai, e a causa di un'inalazione di liquido Matteo qualche ora dopo il parto è stato trasferito nel reparto di neonatologia di Chieti (io ho partorito a Lanciano, mezzoretta da Chieti per intenderci), per cui sono riuscita ad attaccarlo al seno solo dopo 4 gg. Nonostante mi sia attaccata al tiralatte come te, il latte non è mai stato sufficiente per Matteo tant'è che al primo controllo mi hanno detto che il bambino non stava crescendo...
    A quel punto mi sono detta: cos'è più importante far crescere mio figlio e accettare il latte artificiale o allattare a tutti i costi perchè tutti dicono che è giusto così? L'allattamento è una delle cose più belle, una sensazione meravigliosa che sono contenta di aver provato anche se per poco tempo, ma ho capito che ciò che conta più di tutto è l'amore che possiamo trasmettere ai nostri figli, anche allattandoli con un biberon.
    Ti ammiro molto, sei una Mamma e Bianca è tanto fortunata. Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza!

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    1. Anche io come te fiorenza...quasi stessa esperienza...

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  5. Gran bel post, davvero, mi sarebbe piaciuto leggerlo qualche mese fa...magari mi avrebbe spronato ad informarmi per tempo sui problemi che si possono incontrare sul cammino dell'allattamento e su come poterli affrontare e cercare di risolverli! Sicuramente adesso mi sentirei meno in colpa per aver dato il latte artificiale alla mia bimba così presto... Grazie per le tue parole, sono importanti!

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  6. Questo post è meraviglioso per quanto è vero e sincero. Mi ha fatta commuovere ed arrabbiare al tempo stesso. Tu sei una forza della natura e tua figlia è una bimba fortunata. Lo penso davvero.

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  7. Mi sono ritrovata in tante parti del tuo percorso gravidanza/parto e post... Il mio è stato un cesareo d'urgenza per diminuzione dei battiti di Leonardo, sono passati 10 mesi ma se ci penso, sento dentro di me l'angoscia di quel momento... Allattarlo è stato un dono che ho potuto fargli solo per due mesi, poi una brutta influenza mi ha fatto tornare indietro il latte, non sai quanto ho pianto per questo fallimento!!! Grazie per questo post così intimo... 💗

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  8. Uuuuuuaaaauuuuuu che spettacolo e sopratutto che amore che traspare in ogni parola che ho letto. Non mi è successo quello di cui parli ma dal tuo racconto è stato come viverlo nelle emozioni. Che bello averti incontrato che regalo mi ha fatto Gesù. Ciao Mari

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  9. Grazie di avere condiviso la tua esperienza.

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  10. Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
    Io sono riuscita ad allattare, nonostante un inizio difficile (ne ho parlato sul mio blog) ma credo che ciò che crea la bellezza dell'allattamento non è il seno o il bibe. È l'amore e la dedizione di una mamma.

    Sei una mamma speciale, che ha affrontato un calvario per la sua bambina solo per amore.
    Non posso che ammirarti.
    E dirti che hai ragione. Meglio una mamma serena che allatta col bibe, che una mamma che soffre.

    La tua storia è una lezione di vita. Per tutte.
    Per le mamme che allattano al seno, per le mamme che allattano con l'artificiale, per le mamme che amano i loro bimbi,

    E basta con i pregiudizi sulle scelte di allattamento delle mamme!
    Ognuna deve sentirsi libera di fare quello che è meglio per se ed il suo bambino, senza giudizi.

    Solo con amore.

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  11. Dopo un cesareo d'urgenza cominciai l'allattamento al seno di mio figlio ma il latte era poco. Era molti anni fa e non c'era l'attuale cura da parte degli operatori sanitari per aiutare le mamme ad allattare al seno. Io insistetti per continuare ad allattare naturalmente ma dopo pochissimi giorni mi dissero che mio figlio, che, come gli altri neonati veniva tenuto nella nursery in quella clinica, piangeva sempre perché aveva fame. Il pensiero che soffrisse mi prese alla gola e, per amor suo, accettai subito di passare all'allattamento artificiale anche se mi dispiaceva molto. Forse ora tutto sarebbe andato diversamente, sarei stata assistita maggiormente nel mio tentativo e magari ci sarei riuscita, ma non rimpiango nulla. Feci una scelta solo per amore del mio bimbo e questo è ciò che conta. Ci può essere un modo ideale di fare le cose ma la realtà ha tante sfumature diverse e ciò che conta è che abbiamo fatto il meglio che potevamo fare, non il meglio teorico. Quando è nato il mio secondo figlio io stavo malissimo per una gravissima anemia non capita in tempo, dopo il parto, ancora cesareo, ho rischiato di morire. Mi chiesero se volevo provare l'allattamento al seno ma io riconobbi il mio limite e, memore anche della precedente esperienza, dissi di no. Ripeto, forse ora sarebbe stato tutto diverso ma, nella situazione di allora, ritengo giusta la mia scelta. I medici, parole loro, mi presero per i capelli per strapparmi ad una fine prematura. Ora i figli sono grandi, sani, equilibrati, autonomi da me ma sicuri del mio amore del quale non hanno mai dubitato. Con tutto questo non voglio sminuire il valore dell'allattamento al seno ma affermare che non sempre le cose possono andare nel modo ideale e va tutto bene ugualmente.
    Mila

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  12. Oh tesoro, ho pianto... Sto cercando di diventare consulente alla pari dell'allattamento e non dimenticherò mai MAI queste parole . Grazie. Credo che il tuo racconto mi potrà rendere una consulente (spero) migliore di quello che pensavo !😍

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    1. Grazie per aver dedicato del tempo alla lettura della mia storia. Un forte abbraccio.

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  13. Questo post esprime in modo incredibile e perfetto quello che tu hai sentito.
    Io non sono ancora mamma per cui non posso nemmeno immaginare quello che tu hai provato e sentito, ma l'importante è che tutto stia andando nel meglio del modi!
    La tua bimba è un vero splendore e sono certa che continuerà a regalarti davvero tantissime gioie.
    Un abbraccio
    Sono una nuova iscritta al tuo blog

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Grazie per essere passato a trovarmi.

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