Ieri mi sono imbattuta in un'intervista rilasciata a womoms.com oltre tre anni fa.
Mi sono riletta nelle risposte date e ho provato una grande tenerezza. Ho riassaporato tutto il gusto dell'attesa di Bianca, le paure conscie e inconscie, l'aspettativa di quello che sarebbe stato.
Sono felice di aver tenuto fede a molte promesse che mi ero fatta e al progetto educativo che avevamo io e mio marito Federico. Sono riuscita a mantenere i miei spazi per fare sport, con determinazione e volontà, a preservare momenti preziosi e personali.
Non sempre sono uscita vincente sul piano professionale: alla costante ricerca di mantenere gli stessi ritmi ma con il cuore che ti sussurra di tornare a casa, perchè lei ti manca più di quanto tu non manchi a lei.
Quando dicono che un figlio ti cambia anche il ritmo del cuore hanno ragione. Sei tu ma non lo sei più, al contempo.
La nostalgia fa parte del piano, si insinua tra le crepe che ti sei procurata nel cammino e ti spinge ad avere nuove occasioni per riscattarti, per tentare strade diverse percorrendole con una nuova consapevolezza.
Io, cerco di vivere nel presente.
Riprendo a riscrivere questo diario e usandolo come una meravigliosa terapia.

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