Lentamente muoreLentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(Martha Medeiros ma attribuita erroneamente a Neruda)
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(Martha Medeiros ma attribuita erroneamente a Neruda)
Una poesia che trovo bellissima, che mi piace leggere e rileggere ad alta voce come un mantra. Che mi ha fatto cambiare strada quando avevo tante certezze e comodità.
Ve la riporto nel mio blogghino come un semplice e sentito dono. Che possa cambiare anche le vostre vite (solo nel caso vi sia qualcosa da migliorare!).
Note "sportive":
ho deciso di non fare i 14 km domenica ma di ributtarmi sui 12 cercando di fare il meglio possibile. Non voglio sfidare il mio ginocchio.

Prima volta su questo Blog casualmente e ... trovo
RispondiEliminaquesta poesia che è da anni anche il mio mantra e che + di 2 anni fa anche io inserii in uno dei miei primi post(poi cancellato).
Buone corse Sara
@Giancarlo: buon motivo per restare come ospite fisso? Anche io adoro questa poesia.
RispondiEliminaBellissima Sara!Ogni tanto farebbe bene darci una letta..così giusto per capire se si sta morendo o no! :)
RispondiEliminaCiaoo
Ciao! Allora se vuoi correre i 12 su sterrato come ti suggeriva Stefano vai in macchina fino al ristorante costa Azzurra lì oltrepassi il ponte in legno e imbocchi la ciclabile tutta sterrata, ma bella....
RispondiEliminaSe non ti vuoi muovere con la macchina altro non c'è, almeno in piano...
Ci organizziamo e andiamo a fare l'Ammazzainverno a Pallanza il 23genn?... potremmo partire da casa così ti fai il tuo lunghetto e poi trovi qlc che ti riporta a casa in macchina ....tanto come vedi sui LL andiamo alla stessa andatura...
Ottimo suggerimento, proverò ad andare a Fondotoce anche se non mi so regolare sulle distanze ora che il mio Polar è mal funzionante.
RispondiEliminaDai che bello, certo che ci vediamo all'ammazzainverno. Io però domenica prossima devo fare solo 6 km e quindi potremmo vederci già la. Grazie.
CHE BELLA, NON LA CONOSCEVO...GRAZIE SARA.
RispondiEliminaQuesta poesia non è di Pablo Neruda (è molto "estranea" al suo stile, del resto...)ma di una giornalista brasiliana che si chiama Martha Medeiros. Qualcuno ne ha attribuito la petrnità a Neruda, forse per "legittimarne" la qualità (che poi se una cosa piace, piace, indipendentemente da chi l'ha scritta...no?)e da blog a blog è rimbalzata nella rete, un pò come succede ad altri scritti...
RispondiEliminaMi permetto di scrivertelo perchè anch'io tempo fa feci lo stesso errore...
Lucia
Hai ragione Lucia e mi scuso per l'errore. Avevo assistito al dibattito sollevato da Mastella nel 2008 a riguardo ma lo avevo momentaneamente rimosso.Grazie per la correzione.
RispondiElimina